PSICOTERAPIA PER BAMBINI E ADOLESCENTI

Psicologo Psicoterapeuta Tortona - Dott. Davide Milanese

Svolgendo anche attività di consulenza come sportello di ascolto scolastico, ho molta esperienza con i bambini e adolescenti.

Nel mio studio si conoscerà il bambino con la sua famiglia, si capiranno le relazione che lo riguardano, le problematiche che lo preoccupano o fanno star male e si porteranno cambiamenti sul suo vissuto rafforzando la sua emotività, la sua fiducia.

Con il rilassamento e il gioco si lavora per dare benessere e sicurezza agli stati del suo corpo.

LA MAGIA DEL RAPPORTO

Bowlby J. psicologo studioso della teoria dell’attaccamento, afferma che un bambino ha bisogno di connettersi con la madre (o con una persona di riferimento) come in una danza. Ad ogni richiesta emotiva, gestuale, mimica comportamentale del bambino c’è n’è una corrispondente della madre che assicura nutrimento e cura per un periodo prolungato.

Reddy V. Il bambino fa esperienza emotiva, cioè vive, gioca, si sporca, piange e ride quasi sempre con qualcuno vicino.

Quando riconosce che se stesso è il primo motivo dell’attenzione di qualcun altro, espande la sua consapevolezza emotiva cioè si accorge che quando gioca con i mattoncini lego e riesci a incastrali ne è soddisfatto e se guarda il viso della madre per avere un ritorno delle sue azioni ne vedrà un viso felice. Queste due emozioni costruiscono una relazione un energia costruttiva di amore che lega le due persone, in questo caso il bambino e sua madre.

Questo è un esempio di come si costruisce un rapporto legame dopo legame, l’energia vitale che viene sprigionata permette lo stare bene del bambino, il suo sentirsi sereno senza particolari ansie, il sentire che è pieno di emozioni costruttive. Quando il bambino riconosce che i suoi desideri, comportamenti, disagi sono soggetti all’attenzione propria e altrui sta bene.

Nel mondo del bambino ci sono anche le emozioni negative, queste danno la più grande opportunità per espandere le competenze personali e relazionali, aumentano quello che è il bagaglio di possibilità del bambino e l’opportunità di “cambiare pelle” di crescere. Ogni tipo di emozioni “dolorosa” pone un punto di domanda sul proprio atteggiamento e questo se giustamente indirizzato è la crescita.

Il coinvolgimento delle figure di riferimento è necessario per la consapevolezza, per far crescere dei legami e la propria strutturazione interna. La “magia di un rapporto sano” presuppone una partecipazione emotiva reciproca attiva, con lo sviluppo di nuovi significati condivisi. Tutto questo significa che per far crescere una piccola persona sana, ci vuole tantissimo amore, attenzione alle esigenze del piccolo, collegamento e risposte adeguate con i suoi stati emotivi.

LA SFIDA

Creare un ambiente sicuro dove far realizzare il bambino facendo emergere i suoi desideri e le sue peculiarità, mentre si sviluppano delle competene. Condizioni dell’Ambiente sicuro:

  • i desideri sono il vero mondo di ognuno, non riguardano il comprare l’ultimo smartphone, riguardano il tirar fuori chi si è davvero e potersi permettere di esprimerlo;
  • senza i No non si cresce, le regole;
  • coinvolgimento implica il vero ascolto, la genuina attenzione per il bambino per le sue vulnerabilità.

Queste sono le condizioni che portano a crescere la loro sicurezza e la capacità di decidere al meglio per il loro destino, in modo da non credere a qualcosa semplicemente perché qualcuno dice loro di farlo. È necessario capire le esigenze e le vulnerabilità del bambino e potergli permettere di costruire la propria personalità così che non abbia paura di essere ed esistere come si sente.

QUANDO QUALCOSA NON VA?

Il bambino, il periodo della scoperta del mondo

Il bambino è alla scoperta del mondo, tutto è interessante, tutto è nuovo, tutto è un incredibile scoperta. Le passioni e i sentimenti più intensi li trasmettono e stringono però con le persone che per loro contano davvero e ogni tipo di interazione con le figure importanti non sono mai casuali, magari poco o per nulla consapevoli. Quando un bambino al ritorno dalla scuola si mette a piangere vuole darvi dei segnali, che possono avere significati molto diversi: farci sentire in colpa, che hanno bisogno un sostegno particolare, che le nostre richieste nei suoi confronti sono esagerate, che hanno una particolare fragilità che coinvolge il rapporto che hanno con i compagni o con le maestre ecc.

Quando il bambino è sempre irrequieto o triste, quando i capricci sono il teatro a cui bisogna continuamente assistere, quando c’è qualcosa che non va sempre, bisogna “aggiustare il loro mondo”.

L’adolescenza, il periodo del chi sono io?

Il corpo subisce delle grandi modificazioni insieme all’essere sommersi da emozioni forti che non sempre sono ben comprensibili all’adolescente stesso. Compare la sessualità, una voce e delle forme differenti.

C’è un comprendere e mettere in ordine un corpo con delle emozioni ed esigenze nuove, che sono troppo mature per rimanere ancora nel mondo dei bambini e sono ancora troppo inesperte per entrare nel mondo degli adulti. I dubbi e quindi le domande di cui rimangono preda sono difficili e hanno necessità di adeguate indicazioni, tempo ed esperienza per essere soddisfatte.

Non mi sento capito? Non capisco cosa mi sta succedendo? Mi sento strano? Non mi piace il mio corpo, posso cambiarlo?

Quindi l’infanzia e ancor di più l’adolescenza sono fisiologicamente periodi di continue trasformazioni e cambiamenti, di ricerca e di costruzione della propria identità cercando di mantenere un equilibrio difficile come quello del funambolo che non vuole stare nel presente e corre con l’immaginazione in un futuro che però per essere saldo deve essere costruito passo dopo passo.

La capacità di esprimere un disagio, data la giovane età, passa però spesso attraverso modi di comunicazione che utilizzano poco il linguaggio, ma la loro importanza ed efficacia comunicativa è comunque molto importante e veritiera, occorre leggerne i segnali.

Di solito i bambini e gli adolescenti rivelano il proprio disagio attraverso:

  • veri e propri sintomi fisici: mal di testa, mal di pancia ricorrenti, vomito, difficoltà col cibo o con il controllo sfinterico.
  • reazioni comportamentali ed emotive: eccessive reazioni di collera e rabbia, comportamenti aggressivi ed oppositori, difficoltà a rispettare le regole e a tollerare le frustrazioni, iperattività, mutismo, instabilità dell’umore, depressione, insicurezza e bassa autostima, preoccupazione per la scuola, ansia, paure, problemi nel rendimento scolastico (che non sempre o molto raramente sono riconducibili a vere e proprie difficoltà d’apprendimento, come la dislessia).

Il prendere in considerazione tali segnali disagio, soprattutto se si nota che questi si ripetono nel tempo, è già un primo passo verso la comunicazione. Il ruolo fondamentale spetta ai genitori o alle persone di riferimento, che saranno attivamente coinvolti nel percorso di aiuto del bambino e senza i quali nulla può cambiare.

QUANDO CHIEDERE AIUTO?

Quando si parla di bambini e adolescenti prima si interviene a risolvere il problema e prima si trova una soluzione, poiché più le problematiche rimangono nel tempo, maggiore è la loro tendenza a stabilizzarsi. Molto spesso, però, ciò che il bambino segnala non viene preso in considerazione, a meno che non si possa collegare ad una malattia fisica.

Occorre avere le idee chiare su cosa è giusto e cosa non lo è. Avere la giusta strategia ed essere padroni della relazione con il bambino o adolescente per costruirgli la sua base sicura in modo che possa con l’equipaggiamento adeguato inoltrarsi nel mondo. I conflitti sbocciano più volte durante il giorno, il risolverli nel modo giusto, lo renderà più forte, inoltre quando si impedisce loro di farsi del male, di essere troppo irrequieti, tristi o chiusi in se stessi li si protegge e sentono che il mondo non è indifferente e qualcuno li ha a cuore. È importante pertanto prima che il problema diventi di difficile gestione, chieder aiuto.

Io sono a disposizione per aiutarti in questo cammino.